Archive for the ‘RICERCA’ Category

BUILDING CONTEXT ON SAN ROCCO #4

Thursday, June 21st, 2012

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Il contesto può essere esso stesso progetto ?
Sul numero 4 di San Rocco, Fuck Concepts! Context! un articolo intitolato BUILDING CONTEXT: WHEN ARCHITECTURE BECOMES THE BACKGROUND di Nicola Russi. L’articolo introduce una nuovo modo di leggere il progetto moderno, postmoderno e contemporaneo investigando il rapporto tra progetto e contesto.
http://www.sanrocco.info/

X MILANO

Friday, February 17th, 2012

xmilano

X MILANO
Collaborazione a In.fra, ricerca Murst coordinata a livello nazionale da Aimaro Isola e nella gruppo del Politecnico di Milano da Cesare Macchi Cassia.  La ricerca studia il sistema infrastrutturale del nord milano come palinsesto per un nuovo sviluppo urbano. Esito del lavoro una pubblicazione intitolata XMilano, della quale Nicola Russi ha curato l’editing.

Il libro:
X Milano
http://www.hoepli.it/titoli.asp?autore=MACCHI+CASSIA+C.+ORSINI+M.+PRI

ecoweek

Thursday, September 22nd, 2011

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Nella settimana dal 12 al 16 Settembre Laboratoriopermanente ha ospitato in studio un workshop organizzato da ECOWEEK (http://www.ecoweek.org/ ) sui temi della sostenibilità ambientale e rigenerazione urbana. Al workshop hanno partecipato:Andrea Azzolini, Riccardo Gusti (tutor) con Serena Balatti, Amos Pravettoni; Alessandro Benetti, Giulia Celentano, Simone Zanni (tutor) con Tiziana Binda, Valeria Metteri, Giulia Notaro.

Giovedì 15 Settembre Nicola Russi ha partecipato ad un conferenza intitolata “Urban Sostainability & Morphological Aspects. Insieme a lui: Gianni Scudo, Richard Ingersoll, Paolo Mestriner, Erdem Erbas. Moderatore Alessandro Ferrari. http://ecoweek.netfirms.com/ecoweek.gr/ecoweek2011_MILANO/lectures.html

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Sunday, January 2nd, 2011

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Lianoning, China

UNDER THE BRIDGE, OVER THE EDGE

Monday, March 29th, 2010

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“La comprensione reciproca si ottiene con una fusione di orizzonti. La fusione che una comprensione reciproca richiede non può che essere la conseguenza di  un’esperienza condivisa; e non si può certo pensare di condividere un’esperienza senza condividere uno spazio”.
Zygmunt Bauman

Costruire uno spazio per la città che possa attraversare tutto il quartiere, dare vita ad un centro propulsore lineare capace di innescare un cambiamento nella parte di città contigua ad esso è sicuramente l’obiettivo cardine della strategia che viene proposta per il quartiere Tibaldi a Milano. Ma prima è necessario fare un passo indietro.

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serendipity a Milano

Thursday, March 18th, 2010

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SERENDIPITY A MILANO
il centro città come luogo della pluralità delle occasioni
di Valentino Galli

Il primato dello spazio: Una lettura che ricerca un’interpretazione nuova per un campo d’azione definibile come noto, oggetto, nel tempo, della sedimentazione di logiche molteplici e con una memoria storica ricca al punto da farlo apparire un brano di città di scarso respiro.

La Milano centrale, e il suo quartiere identificabile con il simbolo ingombrante della fabbrica del Duomo, come emblema di quelle parti di città che paiono “concluse”, sulle quali non sembrano possibili interventi che le facciano tornare ad essere inedite.

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SHARED SPACES

Monday, March 15th, 2010

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SHARED SPACES
linking stadera
di Paolo Russo

“penso però che nella maggior parte dei casi si perda un’occasione per ricomporre proprio lungo le linee estese delle infrastrutture nuove identità, intrecci di sguardi, di conoscenze, di stili di vita: identità che sembrano oggi costrette da confini, da muri, da limiti obsoleti nei quali è difficile riconoscersi. Forse è possibile, proprio lungo questi tracciati, quella ricomposizione tra l’”io” e il “noi” che sembra oggi rimessa in forse, ma che nel passato i grandi tracciati infrastrutturali avevano certamente favorito”. Aimaro Isola

L’obiettivo è quello di mutare il paesaggio urbano sin dai suoi spazi minimi. Creare un luogo dando chiarezza, significati e nuovi rapporti a ciò che prima aveva poca importanza. Il compito è quello di creare parti stimolanti del tessuto urbano, spazi non sterili, ovvero spazi “intermedi”. [...]

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Prefab Public Space Prototype

Friday, February 5th, 2010

02-market

PHILOSOPHY

How can we imagine a contemporary public space into fast growing cities, in between over scaled urban buildings and venues, where open spaces are mainly used by transportation?

The challenge is to fit, into the contemporary realms, a new way of public space that brings back and combines some of the lost urban qualities. A space with its own identity and internal quality.

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dance into the groove

Thursday, October 29th, 2009

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Dance in to the groove
di
Elisabetta Carnevale

Vienna. Una serie di infrastrutture (il canale del Wienfluss, la metropolitana, due arterie del traffico) isola questo vuoto urbano da un tessuto molto denso. Il progetto propone un parco che conserva la percezione di un ampio spazio aperto e la qualità di Terzo Paesaggio incolto che l’area ha acquisito, attraerso un “Giardino in Movimento”. (G.Clement).
Eliminando una parte delle pareti del canale e del suo tunnel, un nuovo programma (una spiaggia urbana, un parco giochi acquatico, un impianto di fitodepurazione) legano il fiume al parco. Articolano il parco un percorso ciclopedonale che collega le due stazioni della metropolitana e una serie di attraversamenti che sfrutta i dislivelli dell’area per migliorarne l’accessibilità. Soprelevando il viale del Gurtel è possibile allineare lungo il margine del parco un sistema di attrezzature per lo sport e il tempo libero, concepito come un’estensione dello spazio domestico. All’intersezione dei due sistemi di percorsi, un edificio ponte ospita una scuola di danza e un teatro, un programma “alieno” che innesca nuove dinamiche urbane. Un teatro all’aperto inondabile connette l’edificio con il livello del fiume.

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fare l’ambiente

Tuesday, October 27th, 2009

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FARE L’AMBIENTE
di
Sara Gigante

Fare L’Ambiente è un lavoro il cui scopo è quello di riconoscere in un racconto di narrativa le basi per trattare un argomento si scala urbana come la RINATURALIZZAZIONE di aree fortemente antropizzate.
L’uomo che piantava gli alberi è un racconto scritto da Jean Giono nel 1954, una parabola uomo - natura, una storia esemplare che racconta come “gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altre campi oltre la distruzione”.
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