UNDER THE BRIDGE, OVER THE EDGE

Monday, March 29th, 2010

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“La comprensione reciproca si ottiene con una fusione di orizzonti. La fusione che una comprensione reciproca richiede non può che essere la conseguenza di  un’esperienza condivisa; e non si può certo pensare di condividere un’esperienza senza condividere uno spazio”. Zygmunt Bauman Costruire uno spazio per la città che possa attraversare tutto il quartiere, dare vita ad un centro propulsore lineare capace di innescare un cambiamento nella parte di città contigua ad esso è sicuramente l’obiettivo cardine della strategia che viene proposta per il quartiere Tibaldi a Milano. Ma prima è necessario fare un passo indietro. (more…)



SERENDIPITY, MILAN

Thursday, March 18th, 2010

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SERENDIPITY A MILANO
il centro città come luogo della pluralità delle occasioni
di Valentino Galli

Il primato dello spazio: Una lettura che ricerca un’interpretazione nuova per un campo d’azione definibile come noto, oggetto, nel tempo, della sedimentazione di logiche molteplici e con una memoria storica ricca al punto da farlo apparire un brano di città di scarso respiro.

La Milano centrale, e il suo quartiere identificabile con il simbolo ingombrante della fabbrica del Duomo, come emblema di quelle parti di città che paiono “concluse”, sulle quali non sembrano possibili interventi che le facciano tornare ad essere inedite.

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SHARED SPACES

Monday, March 15th, 2010

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SHARED SPACES
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di Paolo Russo

“penso però che nella maggior parte dei casi si perda un’occasione per ricomporre proprio lungo le linee estese delle infrastrutture nuove identità, intrecci di sguardi, di conoscenze, di stili di vita: identità che sembrano oggi costrette da confini, da muri, da limiti obsoleti nei quali è difficile riconoscersi. Forse è possibile, proprio lungo questi tracciati, quella ricomposizione tra l'”io” e il “noi” che sembra oggi rimessa in forse, ma che nel passato i grandi tracciati infrastrutturali avevano certamente favorito”. Aimaro Isola

L’obiettivo è quello di mutare il paesaggio urbano sin dai suoi spazi minimi. Creare un luogo dando chiarezza, significati e nuovi rapporti a ciò che prima aveva poca importanza. Il compito è quello di creare parti stimolanti del tessuto urbano, spazi non sterili, ovvero spazi “intermedi”. […]

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fare l’ambiente

Tuesday, October 27th, 2009

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FARE L’AMBIENTE
di
Sara Gigante

Fare L’Ambiente è un lavoro il cui scopo è quello di riconoscere in un racconto di narrativa le basi per trattare un argomento si scala urbana come la RINATURALIZZAZIONE di aree fortemente antropizzate.
L’uomo che piantava gli alberi è un racconto scritto da Jean Giono nel 1954, una parabola uomo – natura, una storia esemplare che racconta come “gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altre campi oltre la distruzione”.
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PHOTOPROGRAM

Friday, October 9th, 2009

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FOTOPROGRAMMA
l’uso strumentale del video
di Andrea Cavagnolo

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ON THE EDGE

Friday, June 5th, 2009

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ON THE EDGE
una ricerca sui waterfront di lago
di
Federica Testori

La riqualificazione dei waterfront delle città che si affacciano sull’acqua è oggi un tema di grandissima attualità. La maggior parte della popolazione mondiale vive lungo le coste del mare o dell’oceano, lungo il corso di fiumi o di canali, o ancora sulle rive di laghi naturali o artificiali, e si stima che il suo numero aumenterà notevolmente negli anni a venire, tanto che le “città d’acqua” vengono considerate da molti come le vere protagoniste del XXI secolo. Tuttavia, esiste un errore di interpretazione nei confronti di questo tema. Infatti, studiosi, architetti, urbanisti o chiunque sia coinvolto nel dibattito contemporaneo sulla riqualificazione dei waterfrontha concentrato e concentra tutti i suoi sforzi solo sui casi di riqualificazione delle grandi aree portuali dismesse di quelle città-porto che si trovano lungo le coste del mare o dell’oceano o sui delta o estuari dei fiumi.
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I LUOGHI DEL CONSUMO

Wednesday, May 27th, 2009

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UN MANIFESTO PROATTIVO DEI LUOGHI DEL CONSUMO
di
Federico Oldani

Partendo dal famoso libro di Marc Augè “i nonluoghi” edito nel 1993, si analizzano le strutture contemporanee della grande distribuzione, e come queste strutture possano essere adottate quali esempi per la progettazione di parti di città.
Nella ricerca “un manifesto proattivo dei luoghi del consumo”, si intende analizzare anticipatamente le tendenze e i cambiamenti di oggi, per pianificare le azioni progettuali opportune da seguire nel prossimo futuro.
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MIND THE GAP

Friday, May 22nd, 2009

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MIND THE GAP
di
Brigida Gorini

Questa ricerca nasce da una curiosità relativa all’esperienza quotidiana: come utente della metropolitana di Milano mi sono spesso chiesta se fosse possibile orientarsi nel sottosuolo senza una dettagliata indicazione e da dove abbia origine quel senso di smarrimento, che si manifesta all’uscita in superficie, prima di ricollocare la mappa mentale del corretto orientamento.
Viaggiando underground ho cercato spesso di tracciare idealmente il percorso di superficie corrispondente, senza però ottenere convincenti risultati.
I punti di contatto tra il mondo della città e quello legato al vuoto sotterraneo, paralleli ma autonomi, si realizzano con le risalite di superficie , sorta di funi che legano e tengono in tensione due realtà diverse.
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LA MEMORIA DELL’UTOPIA

Saturday, April 18th, 2009

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LA MEMORIA DELL’UTOPIA
breve racconto di una realtà immaginata e di alcuni progetti realizzati
di Nicola Russi

Politecnico di Milano
Polo Regionale di Mantova
Laurea in Scienze dell’architettura
A.A. 2007 / 2008



VUOTO…UNIFICANTE

Thursday, April 16th, 2009

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VUOTO…UNIFICANTE
di
Davide Balconi, Laura Deponti, Andrea Farina

La strada, linea di compenetrazione tra interno ed esterno, tra spazio pubblico e privato, è anche un forte elemento strutturante la morfologia urbana, un vuoto ordinatore del tessuto edilizio, testimone delle sue trasformazioni.
Il percorso seguito affronta aspetti tipologici e dimensionali, la questione del traffico, gli aspetti simbolici e di rappresentatività insiti in determinate strade, la sfera percettiva e sensoriale legata all’atto del percorrere e vivere una strada.
L’obiettivo del lavoro è quello di capire come la strada possa interagire e conferire un valore aggiunto al progetto di architettura, o più in generale alle realtà urbane che attraversa.

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