VUOTO…COLLETTIVO

Thursday, April 9th, 2009

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VUOTO…COLLETTIVO
di
Maffeis, Parabiaghi, Garbagnati

L’evolversi dello spazio pubblico determina il fatto che esso non può più essere solamente uno spazio vuoto permeabile ritagliato casualmente dal limite mutevole dell’edificato, poiché perde la sua caratteristica di passaggio casuale e di polivalenza funzionale. Le caratteristiche del nuovo tipo di superficie dovranno assumere un carattere più specifico e dovranno essere morfologicamente definite, in quanto la superficie pubblica diventa un preciso ambiente all’interno di un edificio.Con questo studio si vuole indagare il suolo pubblico nelle proprie differenti declinazioni con particolare attenzione alle differenze apportate dal cambio di quota. Questa indagine è volta a comprendere le peculiarità di questi spazi cercando di capire se essi possono coesistere e quale rapporto li può legare. Inoltre quali differenze vengono apportate da questi spazi alla qualità urbana del luogo in cui vengono inseriti.

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parco sud

Thursday, April 9th, 2009

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PARCO SUD

una risorsa per Milano

di Matteo Cazzato

“La seguente produzione non ha la pretesa di proporre la risoluzione ad un particolare problema, ma cerca innanzitutto di capire se il Parco Agricolo del Sud Milano, oggetto di questo lavoro, sia effettivamente o no un problema, attraverso una serie di riflessioni e di letture che utilizzano come strumento d’indagine l’analisi critica e che si propongono di osservare e conoscere il parco da differenti angolazioni visuali, culturali, economico-sociali, diretta a produrre le basi per uno strumento cognitivo che vada oltre le singole interpretazioni o ancora peggio le strumentalizzazioni politiche…”

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P.o.v.era terra

Wednesday, April 8th, 2009

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P.O.V.ERA TERRA

dalla forma architettonica all’immagine mediatica

di

Cludio Barborini

Partendo dal presupposto che nella tradizione era la forma ad essere assunta come principio strutturante di un progetto, diventando quindi simbolo di un’epoca, al giorno d’oggi ciò che si cerca di fare è utilizzare l’immagine commerciale come struttura portante dell’opera architettonica qualunque sia la sua dimensione.

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COMFORT

Wednesday, April 8th, 2009

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COMFORT
Architettura Zero Cubatura
di
Nadia Alvino

Per progettare uno spazio pubblico e collettivo di qualità bisogna tenere conto di più fattori, alcuni dei quali vanno oltre i requisiti più scontati. Il comfort di un luogo pubblico non è legato solo alle sue dimensioni, ai materiali di cui è costituito o al rispetto delle norme vigenti, ma anche alla sua capacità di generare benessere, di creare un’atmosfera domestica o di divertire chi ne usufruisce.

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Perme(ability)

Wednesday, April 8th, 2009

 

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PERME(ABILITY)
Skyscrapers: the public space is gone upward
di Angela Gigliotti

Costruire in altezza ha da sempre focalizzato l’attenzione degli  architetti su differenti problemi riconducibili a tre aree tematiche: il simbolo,l’aspetto tecnologico e l’attacco alla città(F.Purini).Obiettivo di questa ricerca è indagare l’attacco alla città studiando a partire da modelli del passato i diversi tipi di permeabilità verticale all’interno dei grattacieli. Si può quindi vedere come lo spazio pubblico, partendo dalle hall, il vero punto di attacco alla città, riesce a penetrare fino ai piani alti, modificando il disegno e il progetto dell’edificio stesso.Lo spazio pubblico risulta così il ponte tra il grattacielo e la realtà locale.

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sistema est

Thursday, March 19th, 2009

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SISTEMA EST
Luoghi potenziali nella città che pare “conclusa”
di Valentino Galli

Un percorso di indagine all’interno di un caso studio emblematico al fine di dimostrare come quella città definibile “conclusa”, ove ogni componente pare aver trovato una collocazione precisa e stabile, possa trovare all’interno di essa quelle opportunità che permettano di giungere a letture inedite della realtà utili per ottenere percezioni nuove che suggeriscano scenari auspicabili.

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AllergiCity.

Thursday, March 19th, 2009

 

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Il Vuoto POTENZIALE
…La sostanza urbana muta con grande velocità, manifestando una pluralità di eventi. Il materiale prediletto è il vuoto.
Nella città di Almere vengono lasciate vuote parte delle aree destinate a progetto.
Ottimismo del non sviluppato. Il vuoto viene lasciato come riserva per inaspettati sviluppi futuri… (B.G.)

AllergiCity.
Città Contemporanea. Un problema di identità.
di Andrea Volpe

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accendi mi

Thursday, March 19th, 2009

Il Vuoto STRUTTURATO
…E’importante il modo d’uso cui sono soggetti i vuoti all’interno del costruito.
Lo spazio pubblico è un luogo accessibile a tutti, posto al servizio della collettività, ma ciò che fa di uno spazio pubblico un luogo collettivo è la qualità del suddetto spazio…(B.G.)

 

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Accendi MI
di Andrea Matteo Azzolini, Caterina Marra

La città contemporanea, in questo caso Milano, tende ad attribuire ogni significato possibile al “costruito”, all’edificio, al volume, senza considerare il valore strutturante di spazi aperti di qualità quali strade e piazze ben progettate. Nel centro storico non manca la quantità, ma la qualità di spazi così definiti. Ciò compromette la qualità della vita pubblica che ci si attende da una grande metropoli che punta a proporsi sul panorama internazionale in vista dell’ EXPO 2015. Una riabilitazione qualitativa di strade e aree del centro storico, oggi utilizzate a parcheggio, incrementerebbe la qualità dell’abitare e potrebbe rilanciare l’immagine di un centro-città oggi assopito dal punto di vista “pubblico”.

 

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Sostanzialmente Vuoto

Thursday, March 19th, 2009

“Sostanzialmente Vuoto” è la prima raccolta nata all’interno del percorso di Laboratorio Permanente. Un anno fa Nicola Russi mi parlò del desiderio di riunire e catalogare tutti i lavori che gli studenti universitari avevano prodotto, nell’ambito del Corso di Urbanistica. Ognuno di essi, dopo aver scelto liberamente un argomento, aveva elaborato temi di ricerca complessi, per produrre sintetici lavori a tesi, dove sulla base delle proprie esperienze e del supporto bibliografico a disposizione sul tema, si apprestava a vagliarne i differenti aspetti, per giungere poi ad una nuova personale conclusione – la possibilità si saper dire qualcosa di più sull’argomento scelto-.
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VUOTO… PROGETTATO

Sunday, March 15th, 2009

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VUOTO… PROGETTATO
(Ri)-Definizione del limite tra il Parco Pineta e Appiano Gentile
di
Antonella Gallucci

La ricerca prende avvio da una riflessione progettuale che assume il limite come condizione necessaria per la ri-definizione di una forma latente. L’area in questione è quella a cavallo tra la città di Appiano Gentile e il Parco Pineta, un grande vuoto che funziona da “distanza tra le cose” e permette di leggere sul territorio la presenza dei due pieni tra cui si frappone: da una parte la fitta boscaglia del parco, dall’altra l’edificato della città.
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