MIND THE GAP

May 22nd, 2009

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MIND THE GAP
di
Brigida Gorini

Questa ricerca nasce da una curiosità relativa all’esperienza quotidiana: come utente della metropolitana di Milano mi sono spesso chiesta se fosse possibile orientarsi nel sottosuolo senza una dettagliata indicazione e da dove abbia origine quel senso di smarrimento, che si manifesta all’uscita in superficie, prima di ricollocare la mappa mentale del corretto orientamento.
Viaggiando underground ho cercato spesso di tracciare idealmente il percorso di superficie corrispondente, senza però ottenere convincenti risultati.
I punti di contatto tra il mondo della città e quello legato al vuoto sotterraneo, paralleli ma autonomi, si realizzano con le risalite di superficie , sorta di funi che legano e tengono in tensione due realtà diverse.
La mappa della metropolitana, ovvero una raffigurazione lineare su supporto bidimensionale della realtà, è un possibile strumento di lettura della città. Essa contiene al suo interno l’idea di mobilità continua, dove lo spazio è sempre coniugato al tempo. Come ogni tipo d’interpretazione, la mappa pone l’accento su determinati punti del percorso, creando subito una dicotomia tra superficie e realtà sotterranea. Intervengono quindi terzi protagonisti, come i nodi di interscambio. Altrettanto significativa è la figura del capolinea, come effettivo indicatore del perimetro della città. Mentre gli interscambi hanno grossa valenza nel percorso metropolitano, ma non sono segnalati da riscontri in superficie, il capolinea ha invece un forte legame con la città sovrastante, perché in qualche modo la definisce e ne traccia i confini.
Il diagramma metropolitano ha origine dal reale, pur descrivendone solo l’aspetto grafico, senza curarsi della totalità urbana, che rimane invece a carico delle mappe di superficie.
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Genesi del diagramma e della mappa. A cura dell’autore.

Queste osservazioni trovano conferma nell’analisi di un esempio emblematico: la metropolitana di Londra.
A partire dalla Rivoluzione industriale, questa città ha anticipato le problematiche che solo in seguito avrebbero interessato l’Europa, facendo così da apripista e guadagnandosi un ruolo di influenza sul piano economico, politico, amministrativo, ma soprattutto culturale.
A Londra venne decretata l’autonomia rappresentativa del tracciato metropolitano, che acquistò nel tempo una forma assolutamente indipendente dall’ assetto della città.
La prima grande forma di astrazione che balza all’occhio per chiunque osservi la mappa della metropolitana londinese è l’andamento del fiume Tamigi; nell’immagine sotto riportata possiamo notare in rosso la versione della mappa, in nero il reale sedime del fiume.

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Tamigi e sua semplificazione. A cura dell’autore.

Un altro punto interessante è rappresentato dalla falsificazione delle distanze reali: nell’immagine successiva sono rappresentati alla stessa scala due versioni dello stesso ramo di metropolitana, ossia la zona adiacente al capolinea settentrionale della linea nera. A sinistra il modello della mappa, a destra il reale tragitto; possiamo notare due importanti semplificazioni: il tracciato viene rappresentato come rettilineo e le distanze fra le varie fermate vengono ridotte ad un’ unica misura, in modo tale che il disegno risulti estremamente compatto.
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Ramo di metropolitana e sua semplificazione. A cura dell’autore.

Tuttavia, anche un grande modello interpretativo del reale e, dunque, di una difficile organizzazione collettiva, presenta, proprio per il suo statuto di astrazione, punti di debolezza.
Infatti, l’efficienza del sistema a livello globale dipende strettamente da un corretto funzionamento dei rapporti tra le parti. Qualsiasi falla nel meccanismo d’esercizio provocherebbe un danno generale; di questo limite dobbiamo essere assolutamente consapevoli.
La realtà e molto più complessa di ogni sua forma rappresentativa, è bene considerare il divario tra i due piani, per mantenere un corretto dominio di comprensione degli strumenti di lettura: “Mind the gap!

Abstract della ricerca svolta all’interno del corso
“Urbanistica e Progetto Contemporaneo”
di Nicola Russi
Facoltà di Architettura Civile, Politecnico di Milano
da Brigida Gorini, brigida.gorini@gmail.com

bibliografia:
-Virgilio Vercelloni, “Atlante delle metropolitane nel mondo”, Officina d’arte grafica Lucini, Milano, 1989.
-Mark Ovenden, “Transit maps of the world”, Ashworth Editor, London, 2003.
-Paul Eiliman, “Signal failure”, in “Mapping new cartographies of networks and territories”, Abrams&Hall Editors,
Minneapolis, 2006.
-Denis Cosgrove, “Carto-city”, in “Mapping new cartographies of networks and territories”, Abrams&Hall Editors,
Minnneapolis, 2006.
-Kevin Lynch, “L’immagine della città”, Marsilio Editori, Venezia, 2008.
– Terry Farrell, “London Calling”, in “The architectural review”, settembre 2007, n° 1327.

Ai testi già citati si aggiungano per le immagini:
– S. Giedion, “Spazio, tempo, architettura”, Hoepli Editore, Milano, 1984.
– G.C.Argan, “Storia dell’arte italiana”, Sansoni, Firenze, 2001.

Per informazioni e curiosità:
– tfl.gov.uk
– www.provinciamilano.it

Per divertirsi:
-www.animalsontheunderground.com

Vuoto…SOTTERANEO
Questa categoria è rappresentata dalla ferrovia metropolitana: un mezzo di trasporto pubblico e urbano, collocato in sede propria.
La metropolitana è un sistema complesso ed autonomo: l’insieme dei suoi tracciati appare come una ragnatela del sottosuolo cui la città si appende e si affida. Le mappe del metrò sono capaci di trasmettere dinamismo ed efficienza, nella totale assenza della topografia di superficie.

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